Il 21 settembre '05 il
centro congressi
dell'Università La Sapienza ha ospitato il Primo simposio dello Humanistic Management. L'incontro si è incentrato sul ricercare ed evidenziare in quale modo il business management di un'impresa può trarre beneficio da un approccio umanistico nella direzione dell'azienda. Ma cosa vuol dire nello specifico approccio manageriale umanistico? Una nuova moda della
consulenza di business? Non sembra. In quale modo può una dottrina come l'economia, che anela da sempre ad essere considerata come credibile in quanto scienza esatta, trarre giovamento dalla commistione e dal confronto con le scienze umane? Non sono forse tali scienze da anni state messe tra parentesi nell'approccio alla gestione aziendale per la loro scarsa capacità di immediato riferimento al mercato ed al mondo del lavoro? Non è forse da anni umanistico sinonimo di in concretezza quando occorrono fatti, prolissità dove occorre determinazione, complessità dove occorre semplicità? Eppure da anni la crisi del sistema produttivo liberale non fa altro che spingere la ricerca e la consulenza Business management verso quelle discipline che da sempre si sono dimostrate avere un dialogo aperto con il pubblico dei loro fruitori. Chi se non i romanzieri, i poeti ed i letterati hanno affascinato, compreso e riproposto ai loro lettori un'interpretazione aderente di cosa fosse il mondo della vita?
Lo scopo della conferenza è stato
proprio questo:
mostrare come il
sostrato di comprensione che i letterati hanno della vita possa essere ed utilizzato anche da quei vertici manageriali d'azienda che hanno come scopo il cercare un filo conduttore che tracci le linee guida per la comprensione dei propri clienti. A tal fine, con spirito pionieristico e con intenti a volte provocatori, gli organizzatori dell'incontro hanno strutturato gli interventi sfruttando le regole narrative del discorso letterario, fuori da una linearità schematica e dando vita più che ad un incontro esaustivo del tema, ad un simposio orientato al confronto ed al dialogo.