Sempre più si parla di Corporate Social Responsibility e Corporate Citizenship che influenzano le decisioni strategiche e operative delle corporation e delle piccole imprese. SAVERIO APRILE
Corporate social responsability: esperienze in India La responsabilità sociale, sta emergendo dal suo stato di torpore. Sempre di più e giustamente si parla di Corporate Social Responsibility e Corporate Citizenship che influenzano le decisioni strategiche e operative delle corporation e di riflesso anche delle piccole imprese. Fra qualche anno la futura norma ISO 26000 sarà un importante punto di svolta per le aziende, che su base volontaria, potranno arrivare ad avere anche questa certificazione. Per maggiori informazioni vedi il seguente link Alcune evolute imprese stanno già lavorando su questi grandi temi, aiutati anche da quello che si definisce “management science” che ha ampiamente dimostrato che le questioni della sostenibilità e del sociale si conciliano con gli obiettivi economici delle aziende. In altri termini, la prospettiva è rimasta la sostenibilità dell'impresa, ossia la sua capacità di generare e distribuire valore nel tempo nel sistema economico e sociale in cui è inserita. Tutto questo vale anche per l'India e vediamo come nello specifico, premettendo che il contenuto di questo scritto non va considerato come un metodo sicuro per fare affari in India, ma un'evoluzione promettente di una strategia di internazionalizzazione e permanenza in questo territorio. Una grande tradizione di responsabilità nella società. L'India in materia di CSR (responsabilità sociale e culturale) possiede una delle più ricche tradizioni del mondo. Infatti sottolineiamo che oggi è diffusa nella classe politica e quella del business dell'India una grande consapevolezza sulla responsabilità sociale, che deve essere intesa come un imperativo per gli affari, sia di natura domestica sia verso l'International Business. Questo tenendo conto in primo luogo della grande crescita economica di questo Paese e di riflesso dell'interesse, sempre più in aumento, di soggetti economici provenienti da tutte le parti del mondo ed intenzionati ad investire in India. Per cui il dibattito del CSR in India è cresciuto molto, più che nel nostro Paese, ed oggi sta raggiungendo un'interessante massa critica anche nei confronti delle aziende internazionali che si insediano nelle regioni indiane perché il confronto ed il rapporto con la CSR in India non deve essere assolutamente ignorato anzi è un percorso strategico che deve essere messo in pratica (e non solo in India aggiungiamo) in modo particolare dalle PMI e le grandi italiane. A differenza di quello che avviene in Italia e quindi portiamo con noi sempre questa mancanza nelle relazioni internazionali, in India la cultura sociale è vista con buon occhio nella relazione politica – affari – rapporti con la comunità locale. Infatti da noi nessuno si sognerebbe di andare dal sindaco a dire che ha installato il depuratore per l'acqua, invece in molti luoghi è segno di evoluzione e di grande collaborazione con tutta la comunità attraverso il suo rappresentante. Infatti nell'ottica del export CSR possiamo, elencare 3 grandi priorità che questo dibattito riconosce in India: 1. Lo sviluppo della comunità locale, 2. La questione ambientale 3. I luoghi di lavoro Lo sviluppo della comunità è il territorio dove si vive. E' un tema affrontato da molte aziende anche di grandissime dimensioni, infatti possiamo sostenere che il concetto che si applica con il sostegno dello sviluppo della comunità può essere racchiuso in questa frase “il singolo individuo dell'azienda” appartiene a “tutta la comunità” dove si risiede e quindi secondo il percorso filosofico: se l'azienda ha successo anche la collettività ne trae beneficio. Leggendo quello che ha scritto lo studioso Geert Hofstede ci piace riportare questo pensiero che si addice molto al concetto di sviluppo della comunità in India. Hofstede afferma che la cultura, in generale, ha un rapporto con la collettività dell'uomo che quotidianamente gira intorno al mondo degli affari e qui per affari si intende anche l'azienda, dove si genera il business ed il profitto. In sintesi un po' come la personalità del carattere sta alla singola persona. La parola cultura qui viene definita come la cellula, quindi l'elemento che governa il comportamento dell'uomo e l'uomo quando si muove nell'azienda, porta con se elementi più o meno buoni che vive quotidianamente nella sua relazione con il gruppo, il branco o la comunità. La questione dell'ambiente. È una vecchia e nuova questione allo stesso tempo. Vecchia perché c'è sempre stata una cultura della preservazione dell'ambiente, nuova perché oggi grazie alle norme ISO 14 001 molte aziende indiane stanno facendo molto per prevenire i danni all'ambiente, grazie anche ai grandi investimenti ex novo che si stanno insediando. Ovviamente l'enorme estensione del territorio indiano non permette importanti controlli. Il luogo di lavoro, sta avendo maggiore attenzione verso i temi di sicurezza, partecipazione e garanzia del lavoratore, senza distinzione di mansione e/o di qualifica. Il lavoratore appartiene alla comunità. Dunque in India, si lavora molto su questi temi sociali lo dimostra anche il fatto che i sostenitori del CSR hanno, in qualche modo fatto proprio, anche gli argomenti contenuti nel documento delle Nazioni Uniti sullo sviluppo sostenibile. Per maggiori dettagli vedi: The United Nations, the Global Compact (link: www.unglobalcompact.org).
CREARE DELLE PRIORITÀ Guardando i vari seminari su come investire in India, e leggendo i programmi, si assiste, molte volte a come se fosse annunciata la scoperta…… dell'acqua bollente come evoluzione della scoperta dell'acqua calda. Fare affari in India non è diverso da fare affari in Cina, in Malawi oppure in paesi consolidati come la Scandinavia e la Svizzera. L'India è un paese di opportunità perché la crescita del Pil cresce mediamente del 6,5% all'anno e si prevede che sarà maggiore della Cina o perché il 65% della popolazione globale (ed ufficiale) è sotto i 35 anni e calcolando questa percentuale sul totale di circa 1,075 miliardi di persone significa che circa 400 milioni sono compresi tra una fascia di età tra i 19 ed i 24 anni. Sono dati che di sicuro fanno credere che qualsiasi investimento se fatto con attenzione e coerenza di crescita e permanente darà ottimi risultati negli anni futuri. Elenchiamo questi dati perché siamo perfettamente concordi nelle possibilità di investimento e permanenza. Ma dobbiamo creare priorità sociali, perché essere nella grande India, bisogna esserci per rimanere, e quando si decide di fermarsi si debbono creare le giuste condizioni e quindi anche e soprattutto mettere in pratica piccoli o grandi progetti legati al CSR. Come ad esempio non effettuare acquisti presso fabbriche dove sono impegnati bambini! A volte, lo stesso management, ovviamente non in linea con i principi sociali, mostrano falsi certificazioni attestando che in quel luogo la mano d'opera dei ragazzi non è utilizzata, anzi lo stesso il management si mostrano convinti sostenitori dell'abolizione dello sfruttamento minorile. Peccato che quando poi si fanno visite a sorpresa fabbrica e non programmate nella stessa fabbrica, si vede, purtroppo con propri occhi, esattamente il contrario. Oppure, sempre secondo nostre esperienze, contribuire alla crescita della comunità dove si è fatto l'insediamento produttivo, lavorando per la crescita dei ragazzi, ma essere anche sostenitori di progetti per lo sviluppo del lavoro delle donne, che sono forse le prime vittime. Esiste un organizzazione che aiuta questi progetti si chiama The Centre for Social Research (vedi il link : http://www.csrindia.org/). Azioni di microcredito, di finanza agevolata, hanno avuto un grande successo e il benessere della comunità ha avuto un positivo impatto sullo sviluppo dell'azienda che aveva fatto l'investimento. L'azienda ha creato una sorta di lavoro esterno in outsourcing, affidandolo non ad imprese ma facendo creare una sorta di cooperativa sui generis. Non è stato un lavoro facile, i rapporti culturali tra uomini e donne, le diversità linguistiche, (esistono 16 lingue ufficiali e più di 3000 dialetti) le differenze di religione si manifestano sempre. Ma con coerenza ed energia alla fine in India si riesce a costruire. Creando lavoro alla comunità si è sviluppato un senso di maggiore responsabilità anche del personale impiegato all'interno, una sorta di competitività buona. Ovviamente i benefici si sono riscontrati sulla redditività dell'azienda. Ad esempio chi compra prodotti India sa che le consegne delle merci sono lunghe. Questo ritardo è dovuto dal fatto che alcune lavorazioni sono affidate a personale specializzato che, a rotazione, si assenta per tornare nelle città e villaggi per onorare le proprie credenze religiose. I trasporti interni non sono sempre agevoli, e quindi spesso le assenze sono distribuite anche si intere settimane. Il fatto di affidare lavorazioni, in caso si bisogno, all'esterno ma vicino all'azienda, hanno aiutato a raggiungere gli obbiettivi che prevedevano ottimi standard di produttività. Ovviamente è scontato dire che l'applicazione dei concetti del CSR deve essere sentito dal management italiano, non deve essere effettuato ed applicato con un beffardo sorriso. Deve essere anche discusso con il partner e/o management indiano. Qui ci potranno essere divergenze, problemi e punti di vista differenti. Ma di sicuro sarà un ottimo modo per imparare a negoziare e risolvere i vari conflitti che di certo si vivono in India. Questo sarà una buona palestra per affrontare la quotidianità. Vorrei suggerire, per esperienza diretta, che sarà per la loro cultura ed esperienza, ma gli indiani sono in grado di capire un animo sincero. Per ultimo c'è da evidenziare che non è assolutamente vero che un investimento fatto in grande città dell'India è completamente diverso dall'opportunità creata in una piccolo villaggio. Bisogna possedere coerenza ovunque, anche perché le informazioni girano veloci anche se il territorio dell'India è vasto e dal nord al sud ci vogliano quasi 5 ore di aereo. Saverio Aprile Referenze web: - UN Global Compact: www.unglobalcompact.org/un/gc/unweb.nsf - BSR (Business for Social Responsibility) : http://www.bsr.org/Meta/about/index.cfm - Ethical Trade Initiative: www.ethicaltrade.org - CBI ‘AccessGuide' for exporting to Europe: www.cbi.nl/accessguide - OECD Trade Policy pages: http://www.oecd.org - UNCTAD–WTO International Trade Centre: www.intracen.org/mds - Natural Resources Institute's NRET programme: www.nri.org/NRET/
|