Oltre il Colosseo: arte e scienza del parlare in pubblico |
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Imparare a parlare “al” pubblico LEONARDO FRONTANI Oltre il Colosseo: arte e scienza del parlare in pubblico Non solo managers, ma anche formatori, politici, giornalisti e personale scientifico, dovrebbero sentirsi naturalmente portati ad un training specifico per imparare a parlare “al” pubblico. Troppo spesso le persone che sono chiamate a comunicare, lo fanno convinte che sia qualcosa che viene naturalmente come camminare. Purtroppo l'efficacia nella ricerca del consenso dipende dall'esercizio del public speaking come arte e come scienza. Per esempio uno dei problemi principali è l'attitudine alla sintesi. E' lo scarso tempo a disposizione a obbligare alcuni relatori a condensare troppi argomenti, perdendo velocemente il controllo dell'aula. Di solito in un congresso si hanno 15 minuti per un o speech, tenendo conto anche che vi possono essere eventuali domande. Bisogna far si che il messaggio principale -non tutti i dettagli- arrivi all'uditorio. Quindi occorre calibrare bene la presentazione, senza esagerare. Questo si può imparare. Negli oratori apprezzo prevalentemente la chiarezza, la fluenza del discorso, e perchè' no, l'essere divertenti. Gli anglosassoni in questo sono dei maestri. Loro hanno una vera tradizione "di scuola", sin dall'università sono abituati ad esporre le loro idee ed ad essere sottoposti a critiche. Di sicuro ci fa perdere immediatamente interesse è una serie di "slides" farcite di testo. Pensate ad un piano d'azione lanciato ad un gruppo di venditori. Non e' possibile decodificare tantissimo testo o numeri in pochi istanti, magari aiuta chi presenta, ma di sicuro chi ascolta perderà la maggior parte dei contenuti. Come diceva Socrate: possiedi gli argomenti, le parole seguiranno. Ma un aiuto a volte non guasta, specialmente per chi non è naturalmente portata.
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