Home > Magazine > Interviste > Intervista a Roberto Rigati, titolare dello Studio Vinci

Intervista a Roberto Rigati, titolare dello Studio Vinci

PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Magazine
Sulla breccia della formazione e sviluppo manageriale da quasi 25 anni, Roberto Rigati ha preso posizioni precise sul management delle risorse umane del XXI secolo. Al proposito ha scritto "Risorsa sarà lei!": un libro sul ruolo del manager e sulla relazione tra l'organizzazione e i suoi "abitanti", come lui ama chiamarli.

 

D. Partirei proprio da qui: in che senso "Risorsa sarà Lei"?

R. Non mi reputo un fanatico delle definizioni e degli slogan, è ovvio che si tratta di due bonarie provocazioni. Detto questo, il termine "risorsa", se applicato alle persone, porta con sé una possibile ambiguità di fondo, e si presta anche a forzature. In fondo, le risorse si sfruttano. Se invece per "risorsa" intendiamo – anziché l'individuo – ciò che di più nobile ha da dare in termini di intelligenza, valori, emozioni, questa espressione trova un senso manageriale, pratico e anche etico che la rende perfettamente utilizzabile. Noi come Studio Vinci abbiamo individuato la nostra mission nello sviluppo delle competenze, in senso prima di tutto intellettuale, umano e valoriale.

Dei manager, soprattutto dei quadri intermedi.

D. Perché dei quadri?

R. Perché sono la colonna vertebrale di ogni organizzazione, quali che siano le sue dimensioni. Quando si progetta un intervento formativo o un riassetto della struttura, ci si chiede spesso se partire dall'alto (con una strategia "top-down"), o dal basso ("bottom-up"), ma così facendo si rischia di arrivare alla gerarchia intermedia alla fine del processo. Insomma si rischia di trascurare un po' proprio coloro sulle cui gambe il cambiamento marcerà – o si arresterà per sempre.

Qualsiasi politica aziendale, per quanto raffinata e ragionevole, rimarrà lettera morta se non verrà capita, condivisa e adattata con intelligenza alla realtà quotidiana. Ed è proprio questo il compito dei quadri intermedi.

D. Cosa intende per "adattata con intelligenza"?

R. Che non tutto è prevedibile a tavolino. La realtà è molto più complessa di come viene descritta, per ovvie esigenze di semplicità, nei documenti ufficiali dell'azienda. Gli imprevisti, i casi anomali, le situazioni particolari sono moltissime ogni giorno. Se il manager intermedio di fronte a questo problema pensa di applicare alla lettera le decisioni aziendali, le condanna al fallimento. Se invece le applica intelligentemente, si assume la responsabilità di adeguarle nella forma, mantenendosi fedele allo spirito delle decisioni stesse. Ciò implica coraggio, autonomia, elasticità mentale. Tutte abilità che vanno sviluppate.

D. Un obiettivo ambizioso. Forse troppo?

R. In linea di massima non direi. Se siamo davanti a persone mediamente adeguate al ruolo per attitudini e motivazione, di solito la risposta a una formazione mirata a questi obiettivi è molto positiva. A due condizioni però. La prima condizione è che l'intervento formativo non sia "scolastico", ma che riproduca il più possibile le condizioni di un luogo di elaborazione di idee, in un'ottica di "coaching di gruppo". La seconda condizione è che l'azienda mantenga poi un accettabile grado di coerenza nel favorire – appunto – la loro assunzione di responsabilità.

D. Coaching di gruppo, lei dice. Può chiarirci meglio questo concetto?

R. Mi riferisco a un tipo di interevento formativo rivolto a piccoli gruppi (sei persone al massimo),

in cui il tempo dedicato all'esposizione teorica dei contenuti e delle tecniche sia ridotto al minimo indispensabile per focalizzarsi il più possibile sulla loro declinazione pratica alla realtà aziendale specifica, chiedendo ai manager coinvolti di partecipare all'elaborazione di comportamenti condivisi e applicabili al loro vissuto quotidiano. Ciò implica che si realizzino, anziché corsi "full immersion" di due-tre giorni consecutivi d'aula, più riunioni brevi (al massimo di tre ore ciascuna) intervallate da dieci-quindici giorni di normale attività, nel corso dei quali sperimentare subito quanto appreso.

D. Sembra molto efficace. Ma costerà molto.

R. A parte il fatto che come Studio Vinci possiamo contare su partner che aiutano i nostri clienti ad accedere alla formazione finanziata, abbattendo il costo vivo, in realtà a conti fatti il costo è assolutamente paragonabile a quello di un intervento tradizionale.

D. Poco fa, lei diceva che è importante che l'azienda si mantenga coerente. Non è una petizione di principio?

R. Niente affatto, e come Studio Vinci aiutiamo le aziende clienti precisamente a non dare per scontata la propria coerenza, bensì a programmare una serie di iniziative e di accorgimenti pratici che la rendano reale ed evidente a tutti. Per esempio, concordiamo con il cliente alcuni comportamenti-bersaglio che costituiranno poi la cartina di tornasole della reale applicazione pratica dei contenuti dell'intervento formativo. In questo modo, quando il cliente li osserverà nella prassi quotidiana successiva all'intervento, potrà apprezzarli e incoraggiarli. Con le ovvie, positive ricadute motivazionali che è facile immaginare.

Roberto Rigati sarà presente al prossimo "Manager InForma" del 21 giugno a Milano, nel corso del quale terrà una relazione dal titolo "Manager e coach? Tecniche di coaching per il manager moderno."

 

Connecting Managers

Partecipa alla community!

Incontra manager e professionisti del marketing sul nostro social network professionale.

Registrati alla community » » »

Sei già registrato?

username password
Ricordami
Password dimenticata? Username dimenticato?
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner