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Intervista al dott. Renato Crespina, socio fondatore di TRAEXTRA srl, psicologo e formatore psicosociale

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Intervista al dott. Renato Crespina, socio fondatore di TRAEXTRA srl, psicologo e formatore psicosociale

Intervista al dott. Renato Crespina, socio fondatore di TRAEXTRA srl, psicologo e formatore psicosociale.

di Valeria Vitolo*

 

Cosa si intende quando si parla di formazione aziendale?

Cominciamo dal significato della parola formazione, parliamo di formazione ogni qualvolta ci mettiamo nelle condizioni di voler dare una forma, significato, ad una o più azioni. In poche parole, quando attiviamo e favoriamo un processo di produzione di conoscenza con la finalità di stimolare e favorire un cambiamento, un miglioramento o il mantenimento dei processi all’interno di una organizzazione.

Indica il processo di sviluppo di una o più competenze per i soggetti coinvolti, attraverso una ricerca di significati rispetto ai comportamenti agiti. Quindi formazione come dare forma e significato ad un’azione.

A livello lavorativo il fattore umano riveste un significato fondamentale per il benessere della persona e dell’organizzazione stessa. Nella formazione comportamentale, dunque, si da importanza all'aspetto emotivo-motivazionale del lavoratore, mentre nella formazione tecnica si da ampio risalto a quelle che sono le conoscenze tecniche che il lavoratore deve possedere per svolgere al meglio il proprio lavoro. Questo tipo di formazione è rivolta in particolar modo a tutte quelle organizzazioni che necessitano di disporre di un sapere tecnico specialistico aggiornato.

La formazione, tecnica e comportamentale, favorisce la crescita della persona in termini di professionalità.

 

Sappiamo che ci sono diverse metodologie della formazione comportamentale, tra queste l'outdoor training che per TRAEXTRA è lo strumento di riferimento. In cosa consiste l'outdoor training? Facilita la formazione? In che modo?

Avere un metodo significa poter nutrire una persona per facilitare l’apprendimento di determinate cose.

Ci sono diversi modi di apprendere, pensiamo ai nostri trascorsi scolastici: l’insegnante, portatore di un sapere, trasferisce questo suo sapere all’alunno, attraverso il metodo più tradizionale che è la lezione.

Il metodo esperienziale, quello che noi adottiamo, ci riporta a Socrate quando parlava di ‘maieutica’, l'individuo in se già conosce, ma spesso non sa di sapere, perciò il maestro lo aiuta a tirar fuori il suo sapere interiore.

Questo è il metodo che noi adottiamo, sia in aula, sia in outdoor training.

L’outdoor training (letteralmente allenamento all’aperto) comprende delle attività ludiche, che spesso derivano da vari sport: vela, golf, arrampicate, prove di orientamento ecc. Il processo di apprendimento avviene partendo dal ‘gioco’ per proseguire nella ricerca di significati dei propri comportamenti attraverso questo tipo di attività.

Questo avviene nel momento in cui i gruppi di formazione, dopo aver ‘giocato’, si riuniscono e si interrogano riflettendo sul comportamento e su ciò che è accaduto.

Sicuramente questa metodologia facilita la formazione accelerando il processo di apprendimento dei propri stili di comportamento."

 

Quale esperienze in Outdoor training proponete?

Dipende da ciò che emerge durante la fase di analisi della domanda, o dei bisogni del nostro cliente. Spesso ci si focalizza su esperienze che riguardano gli interventi di Team Building, Leadership, Empowerment, ecc. Le nostre location abituali si trovano in qualsiasi parte dell’Italia e del mondo. Proprio di recente siamo stati impegnati in un’esperienza di Team Building in Namibia, è stata un’esperienza fantastica.

 

Secondo dati riportati su siti internet e riviste di settore, la formazione in Italia viene usata meno rispetto all'estero, secondo lei perché?

In Italia si investe poco sulla cultura e c'è poca cultura aziendale.

La formazione è crescita, soprattutto crescita culturale. A volte alcune organizzazioni ci chiedono di ‘trasformare’ le persone! Naturalmente noi non possiamo trasformare le persone, non abbiamo arti magiche che ci permettono, attraverso la formazione, di compiere queste operazioni. Quello che possiamo fare, invece, è creare una situazione in cui sia possibile portare le persone a riflettere sulla loro storia, su come si sono costruiti, su come sta cambiando il contesto, su quale è la loro relazione col contesto. Le persone adulte aderiscono a questa proposta perché questa è una proposta onesta. Il formatore è un compagno di viaggio, un analista della complessità, aiuta le persone a ricostruire la storia, a comprendere il presente, a dipanare le variabili, a poter individuare dei modi diversi di concepire il proprio ruolo, la propria relazione con l’organizzazione e le proprie strategie.

 

Come sta cambiando la formazione in questi ultimi anni?

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un significativo aumento della complessità della realtà e della conoscenza. Ormai siamo consapevoli che le diverse manifestazioni del reale non sono mai riconducibili a poche variabili, e le variabili che sono in gioco sono sempre delle variabili fortemente interconnesse fra di loro. In fin dei conti le tecnologie sono disponibili ovunque nel mondo e ciò che spesso fa la differenza all’interno del mondo delle organizzazioni è la capacità ideativa, creativa, organizzativa. Le organizzazioni hanno bisogno di apporti creativi, e quindi oggi si comincia a parlare di lavoratori della conoscenza, nel senso di persone che riescono ad elaborare le conoscenze pregresse, a produrre nuova conoscenza e a trasformare tutto questo in attività che siano rilevanti.

Il problema su cui si deve focalizzare la nostra attenzione è quello che si riferisce ad un uomo che vuole essere responsabile, autonomo, perché di questo hanno bisogno le organizzazioni.

Alcune organizzazioni non lo vogliono il pensiero critico e creativo, mentre altre sono molto lucide in questo, sanno che soltanto attraverso il pensiero critico e creativo è possibile la loro sopravvivenza.

La formazione che noi offriamo a questo tipo di organizzazioni è quello di aiutarle nella fase di analisi della complessità, di accompagnarle durante il loro processo di crescita. Cerchiamo di aiutare l’organizzazione sul piano del metodo, di darsi degli strumenti per analizzare e comprendere la realtà, per cercare di ricondurre la complessità del reale a fenomeni che siano abbordabili dal punto di vista personale.

Questo tipo di intervento formativo trova spazio solamente all’interno di realtà organizzative in cui c’e’ una particolare attenzione al benessere della persona e dell’organizzazione stessa.

 

Cambiando discorso; esistono sistemi di finanziamento della formazione nelle aziende private?

Esistono dei fondi dove le aziende possono attingere, ma molte di esse non sanno nemmeno l'esistenza di questi finanziamenti. C'è una cassa comune dove vanno a finire questi fondi ma spesso non vengono spesi. Noi come TRAEXTRA offriamo consulenza alle aziende su come utilizzare questi fondi.

 

Parliamo ora di lei e della sua azienda. Come nasce TRAEXTRA?

TRAEXTRA nasce dalla passione e dalla volontà di due persone: il sottoscritto e il mio amico e socio Luca Lo Monaco.

Entrambi volevamo dar vita a questa azienda per poter concretizzare un'esperienza ventennale e trasferire un sapere, un saper fare e un saper essere alle aziende.

La cosa positiva di avere una propria azienda è poter lavorare come si pensa sia giusto e sano farlo.

 

Ancora un'ultima domanda. Voi parteciperete al Connecting Day sezione managers INforma. Citando dal sito omonimo: ”Questo evento si pone come punto di riferimento per trovare formazione di qualità.” TRAEXTRA, come si pone nella formazione in termini di qualità?

Tutti noi dobbiamo dare molta importanza alla qualità, bisogna dire <<Per me deve esistere sempre il meglio, e questo, rispetto a qualsiasi cosa io mi approcci>>. La qualità rappresenta per noi un valore fondamentale per tutto ciò che andremo a fare.

Noi cerchiamo di dedicare tutte le energie di pensiero e di azione al tema del lavoro nelle organizzazioni e al miglioramento delle condizioni lavorative all’interno delle organizzazioni. Noi dobbiamo cercare di comprendere quali sono le esigenze delle organizzazioni e in che misura la formazione può rispondere a queste esigenze.

La formazione è un processo che si snoda attraverso diversi momenti. Analisi della domanda o dei bisogni, progettazione dell’intervento, realizzazione dell’intervento, valutazione dei risultati.

Insieme al nostro cliente individuiamo le cose su cui andremo a focalizzare il nostro lavoro. La non qualità è la non consulenza, il non arrivare insieme ad una soluzione, quindi alla formazione.

Per essere qualificati non bisogna saltare nessun passaggio; ed e’ ciò che noi facciamo.

Quando parliamo di qualità intendiamo proprio questo.

 

 

 

*:Valeria Vitolo, Facoltà di Scienze della comunicazione Università - Tor Vergata di Roma

 

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