Il Guerrilla marketing |
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Da Orson Welles e "La guerra dei mondi" alle campagne con forte impatto emotivo GLORIA PERICOLI Il Guerrilla marketing
Ora, nella storica definizione di Jay Conrad Levinson, risalente al 1984 (Guerrilla Marketing: Secrets for Making Big Profits from Your Small Business), l'obiettivo del GM è indicato come “achieving conventional goals, such as profits and joy, with unconventional methods, such as investing energy instead of money” ovvero raggiungere i tradizionali obiettivi di marketing attraverso azioni non convenzionali, a basso costo ma ad alto impatto emotivo. Nel caso di Orson Welles, potremmo dunque considerare la vicenda della fiction radiofonica e dei suoi imprevedibili effetti di realtà come un'azione di GM imperfetta. “Imperfetta” poiché in quel caso si trattò di un'azione promozionale (a sostegno, principalmente, della carriera artistica di Welles) involontaria, non pianificata; diverso sarebbe stato il discorso se la fiction radiofonica fosse stata appositamente studiata per richiamare l'attenzione, ad esempio, su una ri-edizione del romanzo “La Guerra dei Mondi”, pubblicato per la prima volta nel 1897. Un'azione di Guerrilla Marketing in piena regola è invece quella che, proprio in questi giorni, sta interessando la città di Ginevra. La catena di negozi di bigiotteria Accessorize, in collaborazione con l'agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi Simko, ha infatti adornato (è proprio il caso di dirlo!) le strade della città svizzera sostituendo alle tradizionali catene che impediscono l'accesso di auto e pedoni delle collane king size, che riproducono in tutto e per tutto, cartellini del prezzo compresi, i modelli attualmente in vendita nei negozi Accessorize ( alcune foto sono disponibili all'indirizzo adsoftheworld.com/media/ambient/accessorize_street_marketing ). Tuttavia, uno degli ambiti in cui ritengo che il GM possa ottenere i suoi migliori successi è quello delle cause sociali, alle quali può senz'altro giovare l'elevato impatto emotivo generato dalle azioni di GM. Un'iniziativa tanto semplice quanto efficace è, ad esempio, quella di un'associazione americana contro gli abusi in famiglia, che in cima alle scale della metropolitana di Boston ha scritto con lo stencil questo messaggio “I fell down some stairs. EndAbuse.org”: l'associazione ha quindi scelto dei luoghi urbani di grande affluenza (le scale della metropolitana) per spingere il pubblico a riflettere sulla gravità delle violenze domestiche (come l'essere spinti giù dalle scale di casa – vedi foto: adweek.blogs.com/adfreak/2006/09/i_fell_down_som.html ). Un'iniziativa simile nel concept è stata realizzata anche dall'agenzia pubblicitaria Downtown Partners, a Toronto, in occasione della Giornata Mondiale del Primo Soccorso. Ai piedi delle scale di un complesso cinematografico è stato posto un manichino iperrealistico, che simulava una donna accasciata a terra dopo essere caduta dalle scale. A fianco del manichino, un messaggio invitava a visitare il sito della Croce Rossa canadese. In entrambe le iniziativa di GM, dunque, si è lavorato fortemente sull'immaginazione dello spettatore, posizionando in prossimità di luoghi potenzialmente pericolosi dei messaggi visivi più o meno diretti, che spingono ad immedesimarsi con delle situazioni di pericolo e nel contempo invitano ad informarsi sul modo di prevenirle – nello specifico, visitando due siti internet legati ad associazioni benefiche. Gloria Pericoli - da MG NEWS - www.mercatoglobale.com |











