Lavoro e responsabilità |
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![]() di Paolo Pugni Edizioni Ares 2007 LAVORO E RESPONSABILITA' Paolo Pugni, milanese, nato nel 1960, è amministratore delegato di Adwice, società di consulenza direzionale e sviluppo delle risorse umane. Attraverso i territori della filosofia, dell'antropologia, della sociologia e della teologia, Paolo Pugni guida il lettore in un affascinate percorso alla riscoperta del senso profondo del lavoro, che pare concretizzarsi in un nuovo umanesimo in azienda. Il filo conduttore del libro è la rivalorizzazione delle virtù classiche e cristiane: non esiste più opposizione tra etica e business, tra valori e profitto. Le tendenze attuali del management moderno puntano alla riscoperta di un manager etico e “umano”, che deve porsi come guida credibile e portatore concreto dei valori che trasmette. In questo senso, vita professionale e vita privata vengono a rappresentare un'unità imprescindibile. Rifiutando con ironia e decisione ogni approccio dogmatico e clericale, l'autore pone invece l'attenzione sul fondamento della relazione personale, da molti eletta come fattore-chiave del rapporto azienda/clienti e azienda/collaboratori. Amartya Sen, Premio Nobel per l'Economia nel 1998, ha detto: “La morale è necessaria allo stesso svolgersi dell'attività di impresa; lungi dal danneggiarla, migliora, nel lungo periodo, il suo stesso andamento”. Occorre calarsi nella realtà attuale e comprendere che l'high tech, la tecnologia più avanzata e moderna, stimola e amplifica la possibilità di creare infinite relazioni col mondo esterno, relazioni che però rimangono sempre su di un piano virtuale, non reale. Ed è proprio in un tale contesto che il cliente esige inconsciamente l'high touch, il contatto umano, la relazione di qualità. La vera forza del capitalismo consisterà dunque nella capacità di unire la forza tecnologica con la dimensione umana, riuscendo a non perdere mai di vista le necessità e i bisogni della persona con cui si entra in contatto. E' l'uomo il vero vantaggio competitivo delle imprese. Infine un monito e un consiglio per le nuove generazioni di lavoratori, che spesso sembrano incapaci di fare forti sacrifici per ottenere risultati importanti; alcuni atteggiamenti possono distruggere del tutto il clima di collaborazione in azienda, con grave danno per la stessa. L'autore raccoglie ed illustra quei comportamenti che sono spesso causa di inefficienze e scarsa produttività: fare il minimo indispensabile, non prestare aiuto ai colleghi, non rispettare la parola data, danneggiare i clienti, stabilire rapporti negativi con i fornitori, non comunicare, non trasmettere informazioni, trasmettere informazioni sbagliate, concentrarsi soltanto sul proprio lavoro, essere scostanti nelle relazioni e molti altri. Si tratta spesso di atteggiamenti che si concretizzano nel guardare solo a sé stessi, alla propria realizzazione personale, implicando in modo quasi sempre necessario la negazione degli altri. La complessità del lavoro di oggi, la perdita di riferimenti chiari, la continua erosione dei valori tradizionali, ha influito su ognuno di noi privandoci spesso delle qualità umane di base, ovvero delle virtù richieste per essere prima di tutto una buona persona, e poi un buon lavoratore, un buon dirigente, un buon capo. Per questo motivo s'impone come utile e necessario un salto di paradigma, che possa recare nuovi valori, nuovi principi e nuove linee guida: è questo che Paolo Pugni ritiene fondamentale per affrontare la realtà del lavoro in un modo completamente nuovo; e a questo proposito suggerisce alcuni consigli per realizzare una comunicazione interpersonale attiva: Dialogo, confronto, comunicazione, comprensione, appaiono concetti e strumenti imprescindibili. L'impresa deve essere un luogo in cui le persone possano creare e condividere gli stessi significati, trovare un senso ai propri destini collettivi e individuali, in un clima di reciproca fiducia. Riprendendo le parole di Daniel Goleman, psicologo, è importante considerare che, in una relazione professionale, la disattenzione verso la dimensione umana produce a lungo andare, non solo il fallimento della relazione umana, ma anche il sicuro fallimento della relazione professionale. Le sezioni dedicate all'antropologia del lavoro, il continuo richiamo ai valori religiosi, la ricchezza di esempi e citazioni danno forma ad una lettura piacevole e sorprendente, che oltre a fornire una solida visione offre anche numerosi spunti per metterla in pratica; l'autore ci ricorda l'importanza di superare la tentazione di interpretare tutto in modo scientifico, di trovare immediate soluzioni per ogni errore: questo non è un processo che si improvvisa dalla sera alla mattina. Ecco dunque il messaggio di Paolo Pugni: non si può essere buoni manager e buoni lavoratori se non si è buone persone. Il criterio chiave è dunque la coerenza nella vita.
Scheda del libro
Editore: Ares |










