Humanistic Management
Il 21 settembre '05 il centro congressi dell'Università “La Sapienza” ha ospitato il Primo simposio dello Humanistic Managment. In collaborazione con la facoltà di Scienze della Comunicazione, l'incontro è stato organizzato da Fabiana Mitrano e Marco Minghetti. L'incontro si è incentrato sul ricercare ed evidenziare in quale modo il managment di un'impresa può trarre beneficio da un approccio umanistico nella direzione dell'azienda. Ma cosa vuol dire nello specifico “approccio manageriale umanistico”? In quale modo può una dottrina come l'economia, che anela da sempre ad essere considerata come credibile in quanto scienza esatta, trarre giovamento dalla commistione e dal confronto con le scienze umane? Non sono forse tali scienze da anni state messe tra parentesi nell'approccio alla gestione aziendale per la loro scarsa capacità di immediato riferimento al mercato ed al mondo del lavoro? Non è forse da anni umanistico sinonimo di inconcretezza quando occorrono fatti, prolissità dove occorre determinazione, complessità dove occorre semplicità? Eppure da anni la crisi del sistema produttivo liberale non fa altro che spingere la riverca verso quelle discipline che da sempre si sono dimostrate avere un dialogo aperto con il pubblico dei loro fruitori. Chi se non i romanzieri, i poeti ed i letterati hanno affascinato, compreso e riproposto ai loro lettori un'interpretazione aderente di cosa fosse il mondo della vita? Lo scopo della conferenza è stato proprio questo: mostrare come il sostrato di comprensione che i letterati hanno della vita possa essere ed utilizzato anche da quei vertici manageriali d'azienda che hanno come scopo il cercare un filo conduttore che tracci le linee guida per la comprensione dei propri clienti. A tal fine, con spirito pionieristico e con intenti a volte provocatori, gli organizzatori dell'incontro hanno strutturato gli interventi sfruttando le regole narrative del discorso letterario, fuori da una linearità schematica e dando vita più che ad un incontro esaustivo del tema, ad un simposio orientato al confronto ed al dialogo.
I temi affrontati sono stati i seguenti:
- Organizzare il tempo e lo spazio: pregi e limiti dell'approccio di Robinson Crusoe
- Risorse intangibili e relazioni umane: il knowledge management secondo Prospero
- L'isola del tesoro come modello di formazione e sviluppo
- L'incontro fra umanesimo e nuove tecnologie: una Laputa contemporanea?
Già nei titoli dei temi salta agli occhi l'adiacenza tra problematiche economiche attuali e temi classici della letteratura. E questa è la grande provocazione dell'incontro. Come mai i problemi dell'organizzazione del tempo e dello spazio, da sempre concreto problema della logica produttiva aziendale, possono trovare spunti interessanti nel romanzo di Defoe su Robinson Crusoe?
Inoltre, come mai le aziende spendono un ingente quantitativo di risorse nella formazione e gestione delle proprie risorse umane? Gli psicologi del lavoro vendono aria oppure sono loro che hanno le chiavi del sapere convivere e lavorare insieme? Esistono nel personale dipendente di un'azienda delle risorse intangibili? E come si può attingere a queste risorse? Tutto questo forse ce lo aveva già mostrato il personaggio di Shakespeare Prospero ne La Tempesta?
Ogni azienda è da sempre alla continua ricerca di percorsi di sviluppo del proprio business efficaci ed a lungo termine. Ciò che fa scatenare questa istanza di sviluppo non è forse già tematizzato nel celebre romanzo “L'isola del tesoro”?
L'esigenza di sviluppare nuove tecnologie nasce con l'industrializzazione e l'epoca moderna? O si possono rintracciare soluzioni creative già nell'isola di Laputa del Gulliver di Jonathan Swift?
Come si può facilmente vedere tanti sono i temi affrontati. Ma in questo approccio irrazionalmente poetico il messaggio è preciso e diretto: le aziende sono ancora lontane dal comprendere da cosa effettivamente sia determinato il mondo della vita. Capire ciò di cui il cliente ha bisogno significa solamente stimolare la domanda o rilanciare una proposta commerciale? Lo stesso parlare di cliente già preclude il fatto di poter raggiungere un'esatta dimensione di chi ci sta di fronte. Le aziende sono lontane dalle persone. Questa incapacità di comprensione è proprio ciò che genera quell'ansia e quell'incertezza di questo peculiare momento storico dell'economia. Lo scopo di tale conferenza è semplice e diretto. Vuole mostrare come chi veramente è vicino ai bisogni delle persone sono coloro i quali già da sempre hanno compreso le persone, hanno interpretato i loro sogni, i loro desideri, le loro ambizioni, le loro passioni, le loro paure. Questi sono i poeti, i letterati, gli artisti. Su questi esempi si deve muovere il managment dell'impresa. Mostrare il lato umano delle persone al managment di un'impresa significa far riscoprire alle aziende che il cliente di cui cercano soddisfazione è qualcosa di estremamente complesso che mai come ora ha uno stile di vita sempre più individuale ed unico. In questa cornice culturale l'impresa si deve collocare. Alla luce di questa ricchezza di contenuti si colloca il primo simposio sullo Humanistic Managment.
Quanto esposto è stato brillantemente riassunto, nella prima serie tavola rotonda da Luca Morvilli, vice presidente e CEO di Grey Global Group, agenzia di comunicazione e pubblicità italiana. “Nessun tipo di Aziende se non quelle inserite nel settore pubblicità” – ha detto il vice presidente di Grey Global Group – “sa cosa significa comprendere a fondo il cliente”. Il rispetto della complessità e la comprensione della persona che vogliamo attrarre con il nostro slogan o la nostra pubblicità è la condicio senza la quale ogni campagna pubblicitaria sarebbe destinata a fallire. “Dai sette stili di vita degli anni ottanta, Eurisko è arrivata ad elencare ben 18 nuovi stili di vita distinti e separati. Questo significa 18 nuove modalità espressive, ma anche 18 nuovi codici, 18 nuovi linguaggi”. A questa linea di pensiero le aziende devo allinearsi per vincere la sfida della complessità dei mercati. Nel dialogo e nell'ascolto costante delle esigenze del cliente, cliente che è rimane sempre per prima cosa un uomo, occorre rintracciare la linea di sviluppo che l'azienda deve costantemente perseguire.
Nelle successive tavole rotonde il tema dello Humanistic managment è stato ripreso, a volte inquadrato, a volte solamente sfiorato. Nota di valore per il simposio è stato il fatto che si è voluto dare all'elenco dei relatori una natura eterogenea, testimoniata dalla presenza di Psicologi, Letterati, Filosofi, Economisti, Sociologi, ma anche uomini d'azienda ed appassionati del settore. Tutto questo per testimoniare che il dialogo sopra lo Humanistic Managment può esser coerente e virtuoso se e solo se è portato avanti tenendo in considerazione le diverse chiavi di lettura e la natura eterogenea delle prospettive che lo compongono.
Giovanni Giuliani e Armando De Lucia
www.crmpartners.it
|
08/10/2007
Black’s Photo
di Fabrizio Valente (partner Kiki Lab) e John Williams (partner JCWG) |
|
17/07/2007
Il più grande factory outlet portoghese offre un ambiente raffinato e innovativo, in cui la riproduzione di architetture lusitane diventa lo scenario di spettacoli, concerti ed eventi
FABRIZIO VALENTE e PEDRO DIONISIO |
|
02/05/2007
L’evento è diventato una vera e propria piattaforma informativa, strategica e di relazioni per gli operatori della commercializzazione automobilistica.
LUIGI FUSCO |
|
15/04/2007
La risposta per una clientela informata e attenta al proprio stile alimentare
FABRIZIO VALENTE |
|
01/04/2007
E’ più facile da ottenere, che da mantenere. Cogliere ogni occasione per consolidare il rapporto
MARCO PARRINI |
|
16/03/2007
Puntare sulla qualità e le caratteristiche della marca e dei propri prodotti
FABRIZIO VALENTE e FLEMMING BIRCH |
|
01/03/2007
Informazioni indispensabili sul CRM.
LEONARDO MILAN |
|
15/02/2007
Tre aspetti che il più delle volte sembrano sottovalutati
MARCO PARRINI |